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Si occupa più spesso di asma, dermatite da contatto, rinite allergica e anafilassi. Alla "Corte dei Disciplini" si eseguono test per congiuntiviti, riniti e asma, orticarie, allergie alimentari o intolleranze, eczemi o dermatiti.

Lo specialista

Dott. Stefano Minetti

Campi di interesse: Rinite allergica, Congiuntivite allergica, Asma bronchiale, Allergia alimentare, Dermatite atopica, Dermatite allergica da contatto, Orticaria-angioedema, Allergia al lattice, Intolleranza al lattosio.

Cos'è l'allergia?

Le allergie sono reazioni eccessive (di ipersensibilità) del sistema immunitario rivolte verso sost anze presenti nell'ambiente e in natura di per sé innocue, con le quali siamo venuti a contatto: gli allergeni. Le reazioni allergiche si verificano quando l'esposizione all'allergene verso il quale siamo sensibilizzati determinano a livello delle mucose interessate una serie di meccanismi che portano allo sviluppo di una infiammazione e quindi di sintomi specifici a livello della pelle, delle mucose dell'apparato digerente e respiratorio. L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) classifica le malattie allergiche respiratorie in: rinite allergica, congiuntivite allergica e asma allergico e le colloca al 4° posto tra le patologie più diffuse.

Intolleranza al lattosio:

il lattosio è lo zucchero presente nel latte animale e quindi anche nei latticini o prodotti caseari. Viene inoltre utilizzato spesso nell ' industria alimentare come addensante.Nei pazienti intolleranti al lattosio vi è un deficit parziale o totale dell'enzima lattasi la cui azione rende possibile l'assorbimento del lattosio sotto forma di galattosio e glucosio, dall ' intestino nel sangue. Pertanto il lattosio rimane malassorbito nell ' intestino determinando la comparsa di uno o più tra i seguenti sintomi: gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza dolori addominali, distensione addominale, digestione lenta, stanchezza, pesantezza post prandiale, diarrea, feci molli, stipsi, alvo alterno. La sintomatologia è differente da paziente a paziente, con manifestazioni di diversa entità ed importanza.

Allergia respiratoria da pollinosi:

Se in primavera vivi costantemente con il fazzoletto in mano perché rinite e/o congiuntivite non ti danno tregua è verosimile che tu sia atopico, pollinosico e che tu soffra di allergia respiratoria. Essere atopico vuol dire che sei geneticamente predisposto a produrre anticorpi di tipo IgE. Pollinosico vuol dire che sei sensibilizzato per un polline anemofilo ovvero che il tuo sistema immunitario produce anticorpi IgE in grado di interagire specificamente con gli allergeni di determinati granuli pollinici. Allergia respiratoria vuol dire che quando sei esposto al polline verso il quale sei sensibilizzato questi anticorpi determinano a livello delle mucose interessate una serie di eventi biochimici che portano allo sviluppo di una infiammazione e quindi di sintomi quali rinorrea acquosa, ostruzione nasale, starnutazione, occhio rosso, iperlacrimazione, prurito della mucosa nasale, faringea e congiuntivale. L'infiammazione può interessare anche i bronchi e questo può determinare la comparsa di sintomi asmatici quali tosse stizzosa, sensazione di fame d'aria e fischi in espirio. Non sentirti solo, smetti per un attimo di soffiarti il naso e alza lo sguardo perché è probabile che almeno tre delle prossime nove persone che incontrerai abbiano i tuoi stessi sintomi. La prevalenza di allergia respiratoria ai vari pollini raggiunge infatti ormai il 40% della popolazione. Il polline anemofilo è quello delle piante-arbusti-erbe la cui impollinazione avviene per mezzo del vento. Raggiunge alte concentrazioni nell'aria per significativi periodi di tempo ed è abbastanza leggero per essere trasportato anche a numerosi km di distanza. Questo avviene nella nostra area geografica soprattutto con i pollini di graminacee, betullacee (betulla, nocciolo, ontano), urticacee (parietaria), composite (ambrosia, artemisia), olivo e cipresso. Pertanto se sei allergico alle betullacee, posa la motosega e rinuncia all'idea di utilizzarla sulla bellissima betulla del tuo vicino di casa. Se invece sei allergico alle graminacee (comuni erbacce da campo) traslocare dalla campagna in città non ti farà smettere di starnutire perché sono presenti anche negli ambienti urbani e perché il polline come detto prima è in grado di essere trasportato dal vento per numerosi km. Inoltre l'emissione dei gas del traffico veicolare si unisce con gli allergeni pollinici aumentando-peggiorando le reazioni allergiche e rendendo il polline più allergenizzante. Dovrai invece aspettarti di avere più sintomi se la giornata sarà ventosa o con il temporale, perché in tali condizioni atmosferiche i granuli pollinici scoppiano e gli allergeni si liberano in notevole quantità nell'aria. Per sapere se i tuoi sintomi sono dovuti ad una allergia l' iter diagnostico si basa di una accurata anamnesi e di test allergologici che ricercano in vivo (test cutanei-skin prick test) o in vitro (prelievo ematico), la presenza di IgE specifiche verso uno o più allergeni pollinici. Tali test si possono eseguire anche durante la stagione pollinica e per quanto riguarda i test cutanei a patto che si sospenda l'assunzione di antistaminici per os nei 1 O giorni precedenti. L'assunzione di spray nasale, di collirio o di spray bronchiale non interferisce con i test. La terapia ha lo scopo di controllare i sintomi e di curare l'infiammazione allergica soprattutto quella di fase tardiva o eosinofila. A questo scopo è importante utilizzare non solo la terapia antistaminica ma anche e soprattutto una terapia cortisonica locale (spray nasale cortisonico) con un'assunzione continuativa calibrata in base ai sintomi ed al profilo di sensibilizzazione. Tali spray contengono cortisone in milionesimi di grammo che inoltre non viene assorbito in maniera rilevante a livello sistemico; per questo motivo possono essere assunti per lunghi periodi di tempo senza particolari problemi. Sconsigliato invece l' utilizzo frequente di spray nasale vascocostrittore che comunque non cura l' infiammazione allergica o di cortisonici intramuscolo in formulazioni a rilascio prolungato che sono invece gravati da possibili effetti collaterali importanti. In casi selezionati si può ricorrere all'immunoterapia iposensibilizzante specifica, altresl detta "vaccino antiallergico", che è l'unica terapia in grado di cambiare la storia naturale della patologia allergica e che agisce all'inizio dei meccanismi immunologici che portano allo sviluppo dell'infiammazione.

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